business plan fotovoltaico 2023

21 Febbraio 2023

Business plan di impianto fotovoltaico per una comunità energetica.

business plan

Gli operatori finanziari stanno convogliando ingenti risorse finanziarie in progetti green legati all’installazione di impianti fotovoltaici e la convenienza economica legata alla costituzione di comunità energetiche rinnovabili ( CER ) è sicuramente uno dei fattori che ha aumentato l’interesse nei confronti di questo tema.

In questo articolo vogliamo fornire una nostra interpretazione di quello che dovrebbe essere il business plan di un impianto fotovoltaico del soggetto “ prosumer ” facente parte di una comunità energetica rinnovabile.

Il prosumer, lo ricordiamo, è quel soggetto che è allo stesso tempo produttore e consumatore di energia. Quando vi è un surplus di energia rispetto alle sue esigenze di autoconsumo, allora questo viene ceduto dal prosumer alla rete pubblica così da potere essere simultaneamente utilizzato dagli altri partecipanti alla CER.

Pertanto, nella costruzione del business plan occorre senza dubbio mettersi nell’ottica del soggetto “produttore” di energia fotovoltaica, al fine di evidenziare la redditività che è in grado di generare a fronte dell’investimento iniziale.

I punti salienti del business plan  

Nel costruire il business plan del prosumer l’aspetto fondamentale è determinare quali sono le fonti di ricavo che alimentano il conto economico previsionale .

Il prosumer, abbiamo detto, è il soggetto che all’interno della comunità energetica “produce” energia dai suoi impianti fotovoltaici condividendola all’interno della stessa comunità energetica e vendendo alla rete pubblica il surplus rispetto alle sue esigenze di autoconsumo .

Pertanto, considerando questi aspetti, possiamo individuare le seguenti voci di ricavo:

  • Ricavi da energia condivisa all’interno della comunità energetica ;
  • Ricavi da energia venduta alla rete pubblica ;
  • Risparmio derivante dalla quota di energia prodotta dall’impianto e autoconsumata dall’immobile sul quale l’impianto è installato.

La prima voce di ricavo consiste nella valorizzazione dell’energia prodotta dal prosumer e condivisa all’interno della CER. L’ammontare di questa energia viene valorizzata alla tariffa stabilita dal Mise pari a 0,11 €/KWh, alla quale si aggiunge un contributo per i minori oneri di sistema, di importo variabile, attualmente di circa 8 centesimi di € per KW/h (che per semplicità non prenderemo in considerazione nei calcoli successivi).

Come detto, il surplus di energia rispetto alle esigenze di autoconsumo del prosumer, viene condivisa in rete. Anche questo ammontare di energia trova una sua valorizzazione che è pari al prezzo dell’energia praticato sul mercato in un dato momento ( prezzo zonale orario ).

Il terzo punto riguarda il risparmio dell’energia autoconsumata, ovvero dell’energia che, una volta prodotta dall’impianto fotovoltaico, viene utilizzata dal prosumer per le sue esigenze energetiche.

Un caso di impianto FV all’interno di una CER

Proponiamo ora un esempio di business plan di un prosumer il cui impianto è collocato in Piemonte.

Il progetto, consiste nell’installazione di un impianto fotovoltaico da 714 KWp, le cui caratteristiche salienti sono sintetizzate nella seguente tabella:

L’azienda che realizza l’impianto sul tetto del suo opificio, fa anche parte di una comunità energetica con il ruolo di produttore di energia (prosumer).

Grazie all’installazione dei pannelli fotovoltaici l’azienda risparmierà circa il 56% dell’energia attualmente utilizzata, circa 56.076 KWh, pari a circa 11.215,11 € di consumo medio annuo di energia. Il surplus di energia rispetto all’autoconsumo (il 93%) viene immesso in rete generando così un‘ulteriore voce di ricavo derivante dall’energia venduta a prezzo di mercato. In questo caso, il prezzo dell’energia preso in considerazione per tutta la durata del contratto sul mercato è pari a 0,10 €/KWh.

L’impianto dell’azienda, inserito all’interno di una comunità energetica rinnovabile (CER), beneficerà inoltre della quota di incentivo del GSE. L’ incentivo riconosciuto dal GSE, pari a 0,11 €/KWh, verrà poi ripartito tra i partecipanti della CER secondo quanto stabilito dal regolamento interno. In questo caso, supponiamo che il regolamento della CER abbia stabilito che la quota di incentivo spettante al prosumer è pari a 0,08 €/KWh.  

In sintesi, il conto economico di questo impianto genererà 3 tipologie di ricavi :

  • Risparmio derivante dall’energia prodotta dall’impianto e consumata fisicamente dall’azienda;
  • ricavi per il surplus di energia venduta sul mercato ad un prezzo prospettico pari a 0,10 €/KWh;
  • ricavi derivanti dalla quota di incentivo del GSE spettante all’azienda in quanto produttrice di energia all’interno della comunità energetica, pari a 0,08 €/KWh prodotto.

L’operazione, nel suo complesso, sarà in grado di generare un ritorno dell’investimento, misurato dall’ IRR lordo, pari all’8% in 15 anni e 10% in 20 anni.

Business plan fotovoltaico: cosa possiamo fare per voi

Il nostro studio, in collaborazione con primari operatori del settore energetico , è in grado di offrire tutta l’assistenza necessaria per l’elaborazione dei business plan necessari per valutare l’opportunità di investire nel settore.

L’assistenza in questo ambito riguarda anche la redazione dello statuto e del regolamento della CER, l’individuazione dell’operatore in grado di realizzare gli impianti energetici e l’individuazione di partner finanziari in grado di finanziare l’iniziativa.

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Come fare un business plan fotovoltaico

Il business plan fotovoltaico permette di avere un’anteprima dei rendimenti economici derivanti dall’installazione di un impianto fotovoltaico. Cosa è un ‘piano di business’? E’ un documento che riassume il calcolo economico di un progetto: identifica in maniera più dettagliata possibile tutti i costi connessi ad un progetto e ne stima i rendimenti nel tempo calcolandone il periodo di ammortamento ed i successivi ricavi.

Un buon business plan deve essere al contempo sintetico ma esauriente, deve contenere grafici e dati concreti con stime più realistiche possibile.

Il business plan deve dimostrare come l’investimento sia conveniente nel tempo. Parlando di fotovoltaico: il bp deve identificare il costo totale di realizzazione del progetto e le spese di mantenimento, da un lato, e gli introiti complessivi generati dall’installazione nel tempo; introiti anche indiretti, in termini di ‘risparmio economico generato dall’utente’. Confrontando costi e benefici dell’investimento si stima la reale convenienza dell’intera operazione e il business plan è lo strumento utilizzato.

Come fare, dunque, un business plan fotovoltaico?

La prima cosa è la stima dei costi. Ci sono due tipi di costi: costi di realizzazione dell’impianto “chiavi in mano” ed i costi di “mantenimento” negli anni.

come fare il business plan fotovoltaico

Grazie alle detrazioni fiscali del 50%, sgravi fiscali riservati ai soli impianti domestici installati al servizio di casa, un impianto fotovoltaico oggi, e per tutto il 2014, costa la metà. L’agenzia delle entrate, infatti, da la possibilità di portare in detrazione il 50% delle spese sostenute (detrazione fiscale ripartita in 10 anni). Questo vuol dire che se pago l’impianto 7mila euro, nei 10 anni successivi mi vengono restituiti 3mila 500 euro sotto forma di detrazioni d’imposta.

Leggi qui per vedere come portare un impianto fv in detrazione .

I costi di mantenimento e di funzionamento impianto sono estremamente limitati in quanto il fotovoltaico non ha parti meccaniche in movimento e per questo non è soggetto ad usura. Avrà solo i costi di assicurazione, di un eventuale finanziamento, di un’eventuale pulitura annuale e della sostituzione dell’inverter (dopo circa 10 anni) a non più di 400 euro.

Sui ricavi, da quanto non ci sono più gli incentivi, non c’è molto da considerare: il ricavo principale è quello derivante dall’autoconsumo.

Se con il mio impianto riuscissi ad autoconsumare tutta l’energia prodotta, risparmierei circa 0,25 €/kw delle bollette elettriche.

Se, ad esempio, consumo in casa 3.000 kwh/anno di corrente elettrica. L’utilizzo dell’impianto in autoconsumo mi farebbe risparmiare la quota che evito di prelevare dalla rete. L’energia prelevata dalla rete costa mediamente 0,21-0,27 €/kwh. Con il fotovoltaico potrei auto-produrla senza inficiare sulle bollette elettriche.

Vediamo coi numeri: se il mio impianto produce 3.500 kwh/anno e se fossi in grado di utilizzarli tutti al momento della produzione (senza utilizzare la rete come un ‘serbatoio’) potrei risparmiare più di 850 euro l’anno. Il costo medio di produzione dell’energia prodotta dal fotovoltaico è infatti di  0,09 €/Kwh, se l’impianto fotovoltaico usufruisce degli sgravi fiscali, il costo di produzione si dimezza: arriva a 0,05 €/kwh.

L’altra fonte di ricavo è quella dell’ scambio sul posto, meccanismo che ‘premia’ lo scambio di energia tra impianto fotovoltaico e rete: quando l’impianto produce in eccesso immette in rete. Quando l’utenza domestica ha bisogno di energia ulteriore rispetto a quella autoprodotta, preleva dalla rete, pagando le normali bollette. Con lo ‘scambio sul posto’, durante l’anno il gse rimborsa parte delle bollette pagate.

I ricavi derivanti per tutta l’energia immessa in rete da fotovoltaico saranno, in questo caso, di due tipi:

– per l’energia immessa e poi riprelevata il ricavo è di circa 0,14 €/kwh (è un prezzo variabile) – per l’energia immessa in rete e non successivamente riprelevata, il ricavo è pari al prezzo di mercato dell’energia elettrica: circa 0,10 €/kwh, prezzo variabile in base alle fasce orarie, ai periodi dell’anno ed alle dinamiche di mercato.

Per approfondire lo scambio sul posto leggi qui .

Il rapporto tra spese e ricavi determinano la validità del business plan fotovoltaico

Ricapitaolando:

– installazione, 7.000€-50% di detrazioni fiscali: 3.500 € – manutenzione, circa 100 euro l’anno per 25 anni: 2.500 € – sostituzione inverter: 400 €

Costi totali: 6.400 euro

Ipotizzando un autoconsumo del 50% ecco una stima dei ricavi nei 25 anni di funzionamento dell’impianto fotovoltaico:

– energia prodotta:3.500 kwh – energia autoconsumata: 1.750 kwh – energia immessa in rete: 1.750 kwh -energia riprelevata per i propri consumi: 1.000 kwh

Ecco i valori in euro:

– risparmio diretto in bolletta: più di 11.000 euro in 25 anni (cioè: 1.750 kwh x 0,27 € x 25 anni) – valorizzazione dell’energia immessa in rete: più di 4.300 euro (cioè: 1.750 kwh  x 0,10 € x 25 anni)

(abbiamo considerato il ‘prezzo’ dell’energia immessa in rete a 0,10 €/kwh, in realtà per l’energia immessa e poi riprelevata il prezzo di riconoscimento è maggiore).

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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Per una valorizzazione finanziariamente completa occorrerebbe inserire l’inflazione perchè l’impianto viene pagato (quindi costa) immediatamente ed il risparmio arriva lungo l’arco di 25 anni.

Sono d’accordo, ma teniamo presente che l’inflazione vale anche per i risparmi indiretti sull’energia autoprodotta ed autoconsumata. Quanto costerà l’energia nei prossimi 25 anni?

se si utilizza gas e carbone non credo proprio, visto che lo shale gas è praticamente antieconomico e le riserve sono sempre più costose da estrarre.

E poi in Italia c’è l’inflazione, imposte, addizionali, costi di distribuzione, dispacciamento e trasmissione. Tutti costi che vengono addebitati in bolletta e aumentati in maniera discrezionale dalle varie legislazioni.

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business plan fotovoltaico

Business plan fotovoltaico, cos’è e come si realizza

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Il business plan fotovoltaico serve a definire il piano di ritorno economico derivante dall’installazione di un impianto fotovoltaico

Ogni progetto deve essere supportato da un’attenta analisi di fattibilità in grado di fornire una serie di dati di natura economica che consentiranno di definire la convenienza e la fattibilità del progetto stesso. In quest’ottica si inserisce il business plan fotovoltaico , un documento che individua i costi relativi all’installazione di un impianto fotovoltaico e stima i rendimenti mediante analisi di matematica finanziaria.

La funzione di un business plan fotovoltaico è quella di consentire una visione globale di tipo economico del progetto. La creazione di un business plan fotovoltaico non è un’operazione semplice in quanto gli errori, le omissioni e le carenze di informazioni possono condizionare la realizzazione del progetto stesso. Per tale ragione, è necessario farsi supportare d a strumenti specifici, come il software fotovoltaico che, direttamente dal progetto dell’impianto fotovoltaico, consente di ottenere relazioni economiche complete che tengono conto del costo di realizzazione dell’impianto, della producibilità totale annua, dei consumi di energia elettrica per fasce orarie e di eventuali incentivi.

Business plan fotovoltaico, cos’è

Il business plan fotovoltaico è un documento che serve a definire e a riepilogare alcuni parametri di tipo economico (es. il periodo di ritorno economico dell’investimento) per l’installazione di un impianto fotovoltaico. Si tratta di un prospetto che identifica nella maniera più dettagliata possibile tutti i costi connessi ad un progetto e ne stima i rendimenti nel tempo calcolandone il periodo di ammortamento ed i successivi ricavi .

La caratteristica che rende unici gli impianti fotovoltaici è la capacità di convertire l’energia solare in energia elettrica. Installare un impianto fotovoltaico rappresenta un vero e proprio investimento, anche dal punto di vista economico, oltre che ambientale. Come per qualsiasi tipologia di investimento, anche nel caso di un impianto fotovoltaico è necessario eseguire una serie di analisi preventive da parte del potenziale produttore il cui esito può incidere sulla fattibilità del progetto.

Come realizzare un business plan fotovoltaico?

Un business plan fotovoltaico deve tener conto principalmente:

  • della producibilità dell’impianto;
  • dei consumi;
  • dei ricavi;
  • del costo di realizzazione dell’impianto;
  • dei flussi di cassa.

Producibilità dell’impianto

La produzione di energia da parte di un impianto fotovoltaico dipende dall’ irradianza globale che incide sui moduli fotovoltaici. Quindi, è fondamentale conoscere l’esatta posizione geografica (latitudine e longitudine) della località in cui si vuole installare l’impianto in modo da poter determinare la previsione della quantità di energia che andrà ad incidere sui pannelli fotovoltaici. I concetti che sono alla base della producibilità energetica dell’impianto sono:

  • l’ irradianza solare ( G ) che rappresenta l’energia della radiazione emessa dal sole per unità di tempo e unità di superficie:
  • l’ irradiazione solare ( H ) che rappresenta l’energia della radiazione emessa dal sole per unità di superficie;
  • efficienza dei moduli fotovoltaici;
  • orientamento dei moduli.

Occorre definire compiutamente i consumi elettrici: a tal riguardo è necessario analizzare gli “utilizzatori” (nel caso di una installazione domestica i vari elettrodomestici: lavatrice, condizionatore, piano a induzione, ecc.). É necessario stabilire attentamente le fasce orarie di utilizzo e le tariffe energetiche in vigore. In tal modo sarà possibile valorizzare il risparmio sull’energia acquisita dalla rete necessario per il business plan.

Copertura consumi business plan fotovoltaico

Analisi dei ricavi

Le principali fonti di ricavo sono quelle derivanti dall’ autoconsumo , che rappresenta la più significativa fonte di valorizzazione dell’energia prodotta, e da alcune forme di incentivazione, come lo scambio sul posto .

Scambio sul posto

Lo scambio sul posto è un servizio erogato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Il servizio di scambio sul posto consente di compensare l’energia elettrica prodotta e immessa in rete con quella prelevata dalla rete. In sostanza, si tratta di uno strumento di accumulo virtuale per l’energia elettrica prodotta ma non autoconsumata; si può accedere quando la potenza installata dell’impianto fotovoltaico non supera i 500 kW. Viene quindi effettuata una compensazione economica dal confronto di energia immessa e prelevata. Questa compensazione prende il nome di contributo in conto scambio . Ad esempio, nel caso in cui, a fine anno, l’energia immessa fosse superiore all’energia prelevata vi è un altro contributo che prende il nome di liquidazione delle eccedenze .

La valutazione del contributo in conto scambio annuale è la seguente:

C s = min [O E ; C EI ] + CU sf · E s

  • O E è l’onere sostenuto per l’acquisto dell’energia elettrica prelevata annuale, calcolato come prodotto tra l’energia elettrica prelevata e il PUN (Prezzo Unico Nazionale);
  • C EI è la valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete annualmente dall’impianto;
  • CU sf è il corrispettivo unitario di scambio forfettario annuale espresso in c€/kWh;
  • E s è l’energia elettrica annualmente scambiata con la rete.

Analisi costi

Occorre effettuare una corretta analisi dei costi relativi all’impianto, sia in fase di installazione che di gestione dello stesso. Ad esempio, al tempo = zero sarà necessario definire il costo di installazione dell’intero impianto fotovoltaico (fornitura e posa in opera). Per la fase di gestione sarà necessario prevedere i costi legati alla manutenzione ordinaria (pulizia dei pannelli, sistemazione dell’impianto, manutenzione dei quadri elettrici, inverter, batterie, ecc.), quelli di manutenzione straordinaria (probabile sostituzione di componenti quali inverter, componenti quadro, ecc.) e tutti i costi da sostenere una tantum.

Sarà fondamentale anche prevedere accuratamente il timing , ossia la tempistica in cui si verificheranno gli eventi che richiederanno un esborso economico, al fine di eseguire una precisa analisi dei flussi di cassa, da cui dipenderanno gli indici di performance dell’investimento.

Analisi economica

Lo step successivo è la valutazione economica dell’impianto fotovoltaico. Generalmente, la valutazione economica viene fatta sulla base del concetto del valore attuale netto ( VAN ), ovvero un metodo di calcolo tramite cui è possibile valutare se un progetto è economicamente fattibile: si tratta di attualizzare tutti i costi e i ricavi al tempo T = zero ed eseguire un bilancio tra i valori attualizzati (somma aritmetica). Un VAN positivo indica che il progetto è economicamente sostenibile.

Altro indicatore economico è il payback period che fornisce una stima del tempo in cui i flussi di cassa genereranno guadagni netti: in sostanza, definisce in quanto tempo l’impianto è in grado di ripagare sé stesso. Infine, è opportuno considerare il tasso di rendimento interno ( TIR ) che esprime in termini percentuali la redditività finanziaria: in pratica, definisce quanto è conveniente l’investimento, con la possibilità di paragonarlo a investimenti alternativi (es. BTP, fondi azionari, ecc.).

Ancora una volta, con il software fotovoltaico puoi produrre, direttamente dal progetto dell’impianto fotovoltaico, la relazione economica comprensiva dei principali indicatori (payback period, VAN, TIR, flusso di cassa, ecc.).

Parametri redditività business plan fotovoltaico

Business plan fotovoltaico, esempio

Ecco un esempio in formato PDF di business plan fotovoltaico elaborato con il software fotovoltaico con cui puoi eseguire la valutazione economica circa la redditività dell’impianto fotovoltaico, l’ammortamento e il tempo di ritorno sull’investimento.

Esempio relazione economica - business plan fotovoltaico

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Il business plan fotovoltaico svolge un ruolo fondamentale nell’analisi di fattibilità di un progetto di installazione di un impianto fotovoltaico. Questo documento individua i costi associati all’installazione e stima i rendimenti attraverso analisi di matematica finanziaria.

Per questo motivo, la creazione di un business plan fotovoltaico richiede attenzione e precisione, poiché errori, omissioni e carenze di informazioni possono condizionare il successo del progetto stesso. Per garantire la sua corretta elaborazione, è necessario avvalersi di strumenti e conoscenze specifiche , come ad il software fotovoltaico. Strumenti e conoscenze che solo esperti del settore, come noi di Valore Energia, possiedono e utilizzano alla perfezione.

Quando si deve installare un impianto fotovoltaico domestico quindi, la prima cosa da fare è rivolgersi a degli esperti in materia. Saranno loro ad elaborare un business plan fotovoltaico e a farti capire se e quanto ti conviene ricorrere a questa tecnologia.

Ma come si realizza un business plan fotovoltaico?

Abbiamo cercato di spiegartelo brevemente qui di seguito.

Cos’è il business plan fotovoltaico

Il business plan fotovoltaico è un documento essenziale che definisce e riepiloga i parametri economici chiave relativi all’installazione di un impianto fotovoltaico. Questo prospetto dettagliato identifica con precisione tutti i costi associati al progetto e stima i rendimenti nel tempo, calcolando il periodo di ammortamento e i successivi ricavi.

Gli impianti fotovoltaici hanno la caratteristica unica di convertire l’energia solare in energia elettrica. L’installazione di un impianto fotovoltaico rappresenta un vero e proprio investimento, sia dal punto di vista ambientale che economico. Come per qualsiasi investimento, è necessario eseguire una serie di analisi preventive per valutare la fattibilità del progetto.

Il business plan fotovoltaico offre una prospettiva finanziaria chiara dell’investimento. Esso consente di valutare i costi iniziali , come l’acquisto e l’installazione dei pannelli solari, gli adattamenti strutturali e le eventuali spese legali. Inoltre, il business plan stima i rendimenti futuri , tenendo conto di fattori come la produzione di energia solare, il prezzo dell’elettricità, gli incentivi governativi e le spese di manutenzione.

La realizzazione di un business plan fotovoltaico richiede una valutazione attenta di tutti i parametri coinvolti. È importante considerare la durata dell’investimento e calcolare il periodo di ritorno economico , ovvero il tempo necessario per ripagare l’investimento iniziale.

Producibilità dell’impianto: ottimizza la produzione di energia solare

La producibilità è un fattore cruciale nel calcolo del business plan fotovoltaico . La quantità di energia prodotta da un impianto fotovoltaico dipende dall’ irradianza solare che colpisce i moduli fotovoltaici. Pertanto, è essenziale conoscere con precisione la posizione geografica (latitudine e longitudine) del luogo in cui si intende installare l’impianto, in modo da stimare correttamente la quantità di energia che inciderà sui pannelli solari.

I concetti fondamentali che influenzano la producibilità energetica dell’impianto sono:

  • Irradianza solare (G) : Rappresenta l’energia della radiazione solare emessa per unità di tempo e superficie. È un parametro essenziale per calcolare la produzione energetica dell’impianto fotovoltaico. Maggiore è l’irradianza solare, maggiore sarà la produzione di energia.
  • Irradiazione solare (H) : Indica l’energia della radiazione solare emessa per unità di superficie. L’irradiazione solare è strettamente correlata all’irradianza solare e rappresenta un altro fattore cruciale per determinare la producibilità dell’impianto.
  • Efficienza dei moduli fotovoltaici : Questo parametro indica l’efficienza con cui i moduli fotovoltaici trasformano la luce solare in energia elettrica. Gli impianti fotovoltaici moderni offrono un’efficienza sempre maggiore, consentendo di massimizzare la produzione energetica.
  • Orientamento dei moduli : L’orientamento dei moduli fotovoltaici, ovvero l’inclinazione e l’angolazione rispetto al sole, può influenzare significativamente la producibilità dell’impianto. Un corretto orientamento dei pannelli consente di sfruttare al massimo l’energia solare disponibile.

Per ottenere una stima accurata della producibilità dell’impianto fotovoltaico, è consigliabile utilizzare strumenti e software specializzati . Questi strumenti considerano i fattori sopra citati insieme ad altri parametri come l’influenza delle condizioni climatiche e stagionali. In questo modo, è possibile valutare con precisione la produzione di energia e stimare i rendimenti finanziari dell’investimento nel business plan fotovoltaico.

Considerare la producibilità dell’impianto nel processo di pianificazione e progettazione del business plan fotovoltaico è fondamentale per garantire il massimo ritorno economico dall’investimento. Un’analisi approfondita di questi concetti e la consulenza dei nostri esperti del settore consentiranno di ottimizzare la produzione di energia solare, anche attraverso interventi di revamping , e di ottenere risultati soddisfacenti nel lungo termine.

Consumi: ottimizza il tuo business plan fotovoltaico considerando i consumi energetici

Nella pianificazione di un business plan fotovoltaico , è essenziale valutare attentamente i consumi energetici . Per ottenere risultati accurati, è necessario analizzare in modo dettagliato gli “utilizzatori” di energia, come ad esempio gli elettrodomestici in caso di un’installazione domestica: lavatrice, condizionatore, piano a induzione, e così via.

È fondamentale stabilire con precisione le fasce orarie di utilizzo degli apparecchi elettrici e conoscere le tariffe energetiche vigenti. Questo permette di valutare il risparmio derivante dall’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico e immessa nella rete elettrica, che sarà parte integrante del tuo business plan.

Un’analisi accurata dei consumi energetici ti consentirà di valutare la quantità di energia necessaria e, di conseguenza, determinare la dimensione dell’impianto fotovoltaico più appropriata per soddisfare la tua domanda energetica. Inoltre, potrai identificare i momenti di picco di consumo e pianificare l’ottimizzazione dell’autoconsumo, massimizzando l’utilizzo dell’energia solare prodotta direttamente.

Un aspetto fondamentale da considerare è la valorizzazione del risparmio energetico . Grazie all’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico, potrai ridurre la dipendenza dalla rete elettrica, risparmiando sui costi energetici tradizionali. Questo risparmio energetico rappresenterà una componente chiave del tuo business plan fotovoltaico, contribuendo alla redditività dell’investimento nel lungo termine.

Analisi dei costi dell’impianto: la chiave per un solido business plan fotovoltaico

Nella creazione di un business plan fotovoltaico , un aspetto fondamentale è l’ analisi dei costi associati all’intero impianto, sia durante la fase di installazione che nella gestione a lungo termine. È indispensabile identificare in modo accurato tutti i costi, al fine di valutare la redditività dell’investimento nel tempo.

Inizialmente, sarà necessario definire il costo di installazione dell’impianto fotovoltaico, comprensivo della fornitura e della posa in opera. Questa cifra rappresenta l’investimento iniziale da sostenere.

Successivamente, durante la fase di gestione, occorrerà considerare i costi di manutenzione ordinaria . Questi includono le attività di pulizia dei pannelli, la sistemazione generale dell’impianto e la manutenzione dei quadri elettrici, degli inverter, delle batterie e così via.

È altrettanto importante prevedere i costi di manutenzione straordinaria , come la possibile sostituzione di componenti come gli inverter o i componenti del quadro elettrico. Questi costi rappresentano interventi eccezionali che possono essere necessari nel corso della vita dell’impianto.

Inoltre, è cruciale considerare tutti i costi una tantum , ovvero quei costi che si verificano solo una volta durante il ciclo di vita dell’impianto fotovoltaico.

Un aspetto significativo da valutare è il timing dei costi, cioè la tempistica in cui si verificheranno gli eventi che richiederanno un’esborso economico. Questo permette di eseguire un’ analisi dei flussi di cassa precisa, che influenzerà gli indici di performance dell’investimento.

Analisi economica del business plan fotovoltaico: i parametri chiave per la valutazione finanziaria

Una fase cruciale nella realizzazione di un business plan fotovoltaico è l’ analisi economica dell’impianto. Questa valutazione si basa su diversi parametri finanziari che consentono di determinare la fattibilità economica del progetto nel lungo periodo.

Uno dei metodi più comuni utilizzati per valutare la convenienza economica di un impianto fotovoltaico è il valore attuale netto (VAN) . Il VAN è calcolato attualizzando tutti i costi e i ricavi al tempo T = zero e confrontando la somma aritmetica dei valori attualizzati. Un VAN positivo indica che il progetto è economicamente sostenibile.

Un altro indicatore economico rilevante è il payback period , che stima il periodo di tempo necessario affinché i flussi di cassa generino guadagni netti. In pratica, il payback period definisce il tempo in cui l’impianto sarà in grado di ripagare l’investimento iniziale.

Inoltre, è importante considerare il tasso di rendimento interno (TIR) , che esprime in percentuale la redditività finanziaria del progetto. Il TIR consente di valutare la convenienza dell’investimento e confrontarlo con altre opportunità di investimento, come titoli di stato o fondi azionari.

Per semplificare e ottenere una valutazione economica completa, è possibile utilizzare un software fotovoltaico apposito. Questo strumento consente di generare una relazione economica dettagliata direttamente dal progetto dell’impianto fotovoltaico, inclusi i principali indicatori come il payback period, il VAN, il TIR e il flusso di cassa.

Realizza i tuoi sogni di indipendenza energetica con Valore Energia: Specialisti negli incentivi fiscali per impianti fotovoltaici domestici

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Impianto fotovoltaico 500 kW: business plan

Possiamo stimare il costo dell’impianto fotovoltaico da 500 kW in circa 850.000 € + Iva 10% = 935.000 € circa, con variazioni a seconda dei materiali usati e dell’installatore. Dove i pannelli fotovoltaici incidono per circa il 48%, l’inverter per circa l’12%, le strutture di supporto per circa il 12%, cavi e quadri per un altro 9%, mentre il restante 19% sono spese di progettazione e installazione.

Supponiamo che l’impianto venga realizzato nel Nord Italia (producibilità media annua di 1.100 kWh/kW). Allora la producibilità annua sarà, il 1° anno, di 550.000 kWh. Inoltre, ipotizzando un autoconsumo del 70%,  un costo dell’elettricità in bolletta tasse incluse di 0,25 €/kWh e un rimborso per l’energia ceduta in rete di 0,10 €/kWh, si scopre che in assenza di finanziamento il guadagno in 20 anni sarebbe di 1.285.000 €.

Il tempo di rientro dell’investimento sarebbe di circa 10,5 anni se si tratta di un investimento con capitali propri. Invece, nel caso di finanziamento bancario (15 anni, tasso del 3%, rata mensile di 6.456 €), il guadagno sarebbe di circa 1.058.000 €, quindi di circa 227.000 € inferiore rispetto all’altro caso.

Se l’impianto da 500 kW viene invece realizzato nel Centro Italia (producibilità media annua di 1.250 kWh/kW). Allora la producibilità annua sarà, il 1° anno, di 625.000 kWh, con un calo annuo dell’1-2% negli anni successivi. Inoltre, in assenza di finanziamento il guadagno in 20 anni sarebbe di circa 1.648.000 €.Il tempo di rientro dell’investimento sarebbe di circa 10 anni. Invece, nel caso di finanziamento bancario, il guadagno sarebbe di circa 1.421.000 €.

Infine, se l’impianto da 500 kW viene invece realizzato nel Sud Italia (producibilità media annua di 1.350 kWh/kW). Allora la producibilità annua sarà, il 1° anno, di 675.000 kWh. Inoltre, in assenza di finanziamento il guadagno in 20 anni sarebbe di circa 1.890.000 €.Il tempo di rientro dell’investimento sarebbe di circa 8 anni. Invece, nel caso di finanziamento bancario, il guadagno sarebbe di circa 1.663.000 €.

Se vuoi stimare in modo preciso la resa economica e il tempo di rientro di un impianto fotovoltaico nel tuo caso specifico, puoi usare un semplice software di simulazione, come ad es. quello che trovi qui , il quale tiene conto anche degli eventuali incentivi o detrazioni fiscali presenti per gli impianti domestici.

Uno dei più utili software per la stima della resa economica di un impianto FV.

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Otovo Italia | Blog Fotovoltaico in Italia

Fotovoltaico 2023: 10 trend per il nuovo anno

Cosa aspettarsi dal settore solare nel 2023 secondo huawei.

Quali sono le prospettive di crescita e cambiamento per l’ industria solare con l’arrivo del 2023? Ha risposto a questa domanda Huawei , una delle aziende leader nel settore fotovoltaico per la produzione della componentistica solare, e uno dei più fedeli produttori a cui ci affidiamo in Otovo per l’approvvigionamento dei materiali.

In questi giorni si è tenuta una conferenza in merito a questa tematica, espressamente dedicata ai trend 2023 del settore fotovoltaico , in cui sono state condivise tutte le intuizioni sull’evoluzione tecnologica, la sicurezza e la digitalizzazione di questo settore sempre più prolifico. Come ormai saprai, sempre più persone stanno scegliendo di installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto di casa; scelta vantaggiosa sia da un punto di vista ambientale che economico. Con il proprio autoconsumo , infatti, si ha la possibilità di alimentare le proprie utenze di casa con l’energia prodotta dal proprio impianto solare e, se si scegliesse di integrare anche una batteria per fotovoltaico , si potrebbe ancora più velocemente perseguire l’ indipendenza energetica dalla rete elettrica nazionale! Scopri in questo articolo i 10 trend che si prospettano per il settore solare nel 2023, ma prima di iniziare a leggere calcolati subito un preventivo gratuito e personalizzato e inizia al più presto a produrre energia pulita sul tuo tetto!

Sei pronto? Iniziamo!

Fotovoltaico 2023: cosa aspettarsi dal nuovo anno

L’ energia solare ha un ruolo sempre più importante nel processo di transizione energetica, anche se per tutto il comparto rimangono comunque diverse questioni da risolvere, come la riduzione del costo livellato dell’elettricità (LCOE), l’aumento della stabilità e flessibilità della rete elettrica e molto altro.

Ma scopriamo insieme i 10 trend più importanti per il fotovoltaico nel 2023 secondo Huawei.

Alta affidabilità

L’affidabilità e la potenza delle apparecchiature nei sistemi solari costituiscono uno dei trend principali per il fotovoltaico nel 2023, che si sta indirizzando sempre più verso un approccio smart.

“Prendiamo ad esempio gli inverter fotovoltaici . Al giorno d’oggi la tensione CC degli inverter è aumentata da 1100 V a 1500 V. Con l’applicazione di nuovi materiali come il carburo di silicio (SiC) e il nitruro di gallio (GaN), nonché la piena integrazione delle tecnologie digitali, di gestione termica e dell’elettronica di potenza, si stima che la densità di potenza degli inverter aumenterà di circa il 50% nei prossimi cinque anni e l’elevata affidabilità potrà essere mantenuta”. Queste le parole a commento di Chen Guoguang , Presidente di Huawei Smart PV+ESS Business.

Fotovoltaico e sistemi di accumulo: accoppiata vincente

Più aumenta la quota di energia rinnovabile non programmabile immessa in rete, più è da ricalibrare la stabilità dell’intero sistema . È per questo che con l’integrazione di un sistema di accumulo e tecnologie di grid forming (la tecnologia grid forming si riferisce al paradigma di controllo degli inverter in cui questi ultimi sintetizzano un fasore di tensione, che viene controllato rispetto al fasore di tensione della rete, in modo da ottenere il flusso di corrente e di potenza desiderato) agli impianti fotovoltaici si può costruire generatori “intelligenti” che utilizzino il controllo della sorgente di tensione anziché della corrente, fornendo in questo modo un forte supporto inerziale e stabilizzando la tensione transitoria.

Tutto ciò contribuirà ad aumentare l’immissione in rete dell’energia solare.

Accumulo energetico a livello di stringa

A differenza delle tradizionali soluzioni di accumulo energetico centralizzate, la soluzione di energy storage smart string di Huawei adotta un'architettura distribuita e un design modulare.

Con l’utilizzo di tecnologie innovative e una gestione digitalizzata per l’ottimizzazione dell’energia si avrà una maggiore erogazione di energia e un O&M (dall’inglese Operation and Maintenance ) più efficiente.

Elettronica di potenza a livello di modulo

Alla luce di numerose politiche di settore molto favorevoli e dal crescente progresso tecnologico, si può sostenere che il settore fotovoltaico abbia assistito a uno sviluppo esponenziale negli ultimi anni.

“Stiamo affrontando sfide come come migliorare l’utilizzo delle risorse del tetto, garantire un elevato rendimento energetico e la sicurezza del sistema fotovoltaico con accumulo . Pertanto, una gestione più sofistica è un must” sostiene Chen Guoguang.

In un impianto fotovoltaico l’elettronica di potenza a livello di modulo ( module-level power electronics MLPE) permette un concreto miglioramento delle prestazioni in determinate condizioni, aumentando contemporaneamente il controllo e la gestione . “Poiché i sistemi fotovoltaici stanno diventando più sicuri e più intelligenti, si prevede che il tasso di penetrazione dell’MLPE nel mercato fotovoltaico distribuito raggiungerà il 20-30% entro il 2027 ”.

Gestione precisa a livello di cella elettrochimica

Anche le batterie per fotovoltaico al litio sono destinate ad approfondire il loro livello di gestione. Solo una gestione precisa e puntuale a livello di cella può infatti far fronte al meglio ai problemi di efficienza e sicurezza. Attualmente, il tradizionale sistema di gestione della batteria (BMS) può solo riassumere e analizzare dati limitati ed è quasi impossibile rilevare guasti e generare avvisi nella fase iniziale. Pertanto, il BMS deve essere più sensibile , intelligente e persino predittivo .

Implementazione di centrali elettriche virtuali

Le centrali elettriche virtuali (VPP) sono sempre più popolari in molti paesi europei e non. In questi impianti sono combinati enormi sistemi fotovoltaici distribuiti, accumuli e carichi controllabili, e vi è implementata una programmazione flessibile per le varie unità partecipanti. A questi livelli si ha la possibilità di integrare le tecnologie digitali, dell’elettronica di potenza e di accumulo energetico, in modo da ottenere una gestione completa. “Le centrali elettriche virtuali possono gestire, far funzionare e scambiare in modo intelligente l’energia di enormi sistemi fotovoltaici con accumulo, distribuiti attraverso molteplici tecnologie tra cui 5G, intelligenza artificiale e tecnologie cloud” spiega Chen Guoguang.

Alti livelli di sicurezza

La sicurezza è uno dei trend cardine per lo sviluppo del fotovoltaico nel 2023, basti pensare che in un impianto solare i guasti causati dal lato CC (corrente continua) rappresentano oltre il 70% dei danni registrati.

Per questo motivo, quindi, l’inverter dovrà supportare la disconnessione smart delle stringhe e il rilevamento automatico del connettore. “Nello scenario fotovoltaico distribuito, la funzione AFCI (Arc Fault Circuit Breaker) diventerà una configurazione standard e la funzione di spegnimento rapido a livello di modulo garantirà la sicurezza del personale di manutenzione e dei vigili del fuoco” .

Digitalizzazione

Gli impianti fotovoltaici tradizionali dispongono di un’ingente quantità di apparecchiature, ma mancano canali di raccolta e comunicazione delle informazioni . In sostanza, la maggior parte delle apparecchiature sono impossibilitate a comunicare tra di loro, ma con l'implementazione di una tecnologia digitale avanzata - come 5G, IoT (Internet of Things), cloud computing e tecnologie di rilevamento e big data - gli impianti solari potranno inviare e ricevere informazioni, utilizzando flussi di informazioni (“bit”) per gestire flussi di energia (“watt”)!

Il ruolo dell'Intelligenza artificiale

Le tecnologie AI possono svolgere un ruolo chiave nel campo delle energie rinnovabili, e potrebbero essere ancora più indispensabili nell’intero ciclo di vita degli impianti fotovoltaici con accumulo, comprese le fasi di progettazione, produzione, costruzione, ottimizzazione e funzionamento. “La convergenza dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie come il cloud computing e i big data si sta approfondendo e la catena di strumenti incentrata sull’elaborazione dei dati, la formazione dei modelli, l’implementazione e il funzionamento e il monitoraggio della sicurezza sarà arricchita” .

Affidabilità

Seppur portino numerosi benefici sotto molteplici punti di vista, gli impianti fotovoltaici comportano anche varie sfide, come il mantenimento della sicurezza delle apparecchiature , oppure la prevenzione dei cyber attacchi e dunque la fuga di informazioni. Per far fronte a queste minacce le organizzazioni attive nell’industria solare dovranno stabile un set completo di meccanismi di gestione di sicurezza e affidabilità .

Conclusione

Quelli appena elencati sono i 10 trend principali che secondo Huawei saranno la base portante dello sviluppo del settore solare nel 2023. E tutto ciò ci fa ben sperare per un nuovo anno in cui l’energia solare diventi sempre più protagonista principale nei processi di transizione energetica verso un’economia e un’industria basata sulle fonti di energia rinnovabile. Anche tu, nel tuo piccolo, puoi fare la differenza e iniziare a contribuire alla rivoluzione solare! Decidi di installare un impianto fotovoltaico sul tuo tetto per produrre energia che fa bene al Pianeta e al contempo per risparmiare in bolletta con i tuoi pannelli solari. Immetti l’indirizzo di tuo interesse nella barra di ricerca sottostante e calcolati un preventivo gratuito e personalizzato.

Camilla Antonioni

Copywriter e Content Writer esperta nella creazione di contenuti in ottica SEO per il mondo del fotovoltaico e della sostenibilità

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Italy expected to install 12 GW of solar in 2023-24 period

Italy’s solar sector is poised for growth over the next two years, according to participants in the recent Italia Solare Forum in Rome. Analysts say they expect the Italian authorities to issue more permits for PV projects, potentially pushing annual installations to 4 GW in 2023 and 8 GW in 2024.

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business plan fotovoltaico 2023

Italia Solare President Paolo Rocco Viscontini

Image: Italia Solare

Icon Facebook

The Italia Solare industry association said it expects exponential growth of PV installations in Italy over the next two years, driven mainly by the industrial segment.

“From about 1,000 MW last year, in 2022, we should almost double to about 2 GW,” Italia Solare President Paolo Rocco Viscontini told pv magazine at the recent Italia Solare Forum in Rome. “For 2023, a doubling from this year is very likely, and for 2024 a further doubling, so we are talking about 2 GW, 4 GW, and 8 GW.”

Industrial installations are growing at the fastest pace, followed by ground-mount solar installations.

Italian consultancy Elemens said 39% more permits were allocated in the first 10 months of this year than in the same period of 2021. Authorizations for PV installations reached 3,319 MW in the January-October period.

“There does not appear to be no obvious correlation with the simplifications, any effects of which have yet to be absorbed by the market: rather, the reasons seem to depend mainly on the pressure exerted by the large number of projects filed,” Tommaso Barbetti, a partner at Elemens, said during the Italia Solare Forum.

Elemens splits the Italian solar market into three areas: Sicily, Apulia, and the rest of the country. The first two regions have high potential and demand, while the third offers good potential. Elemens said that 39% of all projects larger than 1 kW had still not started the authorization process, a full year after the first connection request.

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“The issue of connections to the grid is undoubtedly an important and critical point because the demands are very high, much higher than what the country will need,” said Viscontini.

Connection requests keep the grid busy – especially the high-voltage networks. But Italia Solare's assessment of the new government is mixed. It has proceeded with changes in the ministries, as it has created the Ministry of Environment and Energy Security (MASE) to replace the Ministry of Ecological Transition.

“We certainly think the willingness of the new MASE minister, Pichetto Fratin, to dialogue is positive,” said Viscontini. “Less good was the draft of the budget law, particularly concerning the management of extra profits for power producers, which is once again wrong and confusing.”

Connections, authorizations, building rules, and finance are needed for the industry to exploit the country's full potential. In general, analysts are asking for more clarity. Italia Solare is also demanding clear rules for agrivoltaic projects, especially when it comes to defining which projects are eligible for incentives.

“We hope that agrivoltaics can be done even without incentives, but this means facilitating approvals for plants that are not financially burdensome,” said Viscontini. “We need agrivoltaic projects that are not expensive and not complicated. Certainly, systems involving plants with particularly high structures relative to the land are more expensive and therefore need incentives.”

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Sergio Matalucci

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Business plan fotovoltaico: realizzalo in tempi brevi

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La crisi energetica che stiamo vivendo ha posto al centro dell’attenzione, oggi forse come non mai, parole chiave come sostenibilità ambientale, transizione verde, energie rinnovabili.

Anche per questo abbiamo scelto di dedicare il focus dell’articolo di oggi a questa tematica importante, in particolare concentrandoci sul business plan fotovoltaico . Qui quali sono le voci da inserire e come prepararlo in tempi brevi.

Business plan fotovoltaico: perché realizzarlo

Così come per i business plan relativi ad altri settori merceologici, a qualcuno potrà sembrare persino superfluo realizzare un business plan fotovoltaico. In realtà, un piano aziendale verticale su questa tipologia di energia rinnovabile ha almeno due preziosi scopi:

  • far toccare con mano il risparmio ottenuto attraverso l’impianto fotovoltaico
  • avere la possibilità concreta di convincere un istituto di credito a finanziare il progetto

Potrebbe interessarti leggere anche il nostro articolo sui passaggi da seguire per scrivere un business plan

Piano aziendale per impianto fotovoltaico: le voci da inserire

Ma quali sono le voci da inserire in un business plan fotovoltaico? Nei prossimi paragrafi andiamo a vedere quelli che sono i capitoli sensibili di un piano aziendale dedicati ad un impianto a pannelli solari.

Executive summary

Può essere intanto utile scrivere un sommario di 1-2 pagine a sintesi di tutte le informazioni descritte all’interno del documento. E dunque consumi, team,  sito dell’impianto, caratteristiche, ricavi, costi, ritorno dell’investimento etc.

Leggi l’articolo dedicato al modello aggiornato di Executive Summary

Partiamo subito da una considerazione. Il fotovoltaico fa bene alla salute dell’ambiente e del pianeta , ma non bisogna dimenticare che questo settore è molto appetito per il risparmio che produce in termini di consumi.

Dunque, dopo l’executive summary, la prima voce da descrivere nel business plan fotovoltaico potrebbe essere dedicata proprio ai consumi effettivi . Questa analisi servirà a farsi un’idea ben precisa delle azioni volte a massimizzare il ritorno dell’investimento e dunque all’autoconsumo di energia.

Nel caso l’impianto venga installato su un sito precedentemente coperto da energia elettrica fornita dalla rete , è utile, perciò, descrivere un grafico che prenda in esame i consumi dell’ultimo anno (rilevate dalle bollette degli ultimi 12 mesi), così da poter avere sottotraccia gli obiettivi da raggiungere in termini di minimizzo dell’uso di energia elettrica da fonti tradizionali.

In molti casi, un business plan fotovoltaico può contenere informazioni relative al team che si occupa dell’impianto fotovoltaico. È l’occasione per parlare di quanti si occupano della costruzione, dell’azienda che fornisce i moduli, di chi curerà la delicata manutenzione.

L’impianto

Successivamente, si passa alla descrizione dell’impianto. In particolare, suggeriamo di concentrare il capitolo su voci come:

  • totale della superficie utile
  • tipologia del sito, e quindi temperatura, latitudine, radiazioni solari etc
  • i moduli: che esposizione e orientamento hanno? Quale inclinazione? Ovviamente non bisogna dimenticare di mettere in risalto potenza e caratteristiche come coefficiente di temperatura ed eventuali perdite generate dal disaccoppiamento e Balance of System
  • Caratteristiche della connessione esistente
  • durata dell’impianto (in media un impianto fotovoltaico ha una garanzia di 25 anni)

Quanto produce l’impianto?

Descrivi quanto produce l’impianto con un capitolo dedicato alla producibilità. È importante inserire voci come:

  • Autoconsumo da impianto fotovoltaico
  • Prelievo di energia dalla rete

Chiaramente, un impianto efficiente avrà un autoconsumo di molto superiore al prelievo dalla rete.

Guarda anche il video di Massimo Ciaglia “Come scrivere un business plan efficace”

Piano finanziario

È il momento di fare due conti. Quanto si guadagna, in termini di ritorno economico, da un impianto fotovoltaico? In questo senso, nel business plan fotovoltaico bisogna tenere presente le seguenti voci:

Ricavi: scambio sul posto, che ci consentirà di ottenere ricavi relativi a quota energia e quota servizi grazie all’energia immessa in rete, più l’indennizzo

Costi: teniamo presente, in tal senso, voci come costi di assicurazione, lavori di manutenzione, oneri che spettano al gestore dei servizi elettrici per lo scambio su posto, imposte (lo scambio su posto è tassato, ma gli impianti sono esenti da IMU)

Ritorno dall’investimento: entrano in gioco fattori come l’inevitabile perdita di efficienza dell’impianto fotovoltaico (in media ogni impianto perde lo 0,5% di efficienza ogni anno), il prezzo dell’energia, l’inflazione.

Capitolo conclusivo

A conclusione del business plan fotovoltaico è utile inserire delle tabelle riassuntive, che racchiudano, magari attraverso grafici, i vari capitoli.

Business plan fotovoltaico in tempi brevi? Ecco come fare!

Come hai potuto notare, la creazione di un business plan fotovoltaico mette in gioco varie skills, sia squisitamente tecniche che economiche e manageriali.

Se hai bisogno di un piano aziendale per il fotovoltaico, ti interesserà sapere che noi di Grownnectia abbiamo sviluppato dei pacchetti ad hoc, che ti consentiranno di ottenere il tuo business plan professionale, su misura per te e in tempi brevissimi.

Ad occuparsi del tuo piano aziendale ci sarà un team di professionisti.

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Incentivi fotovoltaico aziende 2023: di quali posso usufruire?

Il punto della situazione sugli incentivi fotovoltaico aziende 2023 di la tua azienda potrebbe usufruire per ridurre i costi energetici

Che esistano degli incentivi fotovoltaico aziende 2023 è cosa certa, tutti gli imprenditori ne sono a conoscenza. Del resto agevolazioni per le imprese per questo tipo di investimenti esistono già da alcuni anni. T uttavia quando un imprenditore come te prova a cercare informazioni a riguardo si trova ingarbugliato in mille rivoli burocratici, ammesso che riesca a trovare qualche informazione util e.

Peccato perché, come ben saprai, quella degli incentivi fotovoltaico aziende 2023 è una questione di primaria importanza per tutte le attività. I costi dell’energia sono saliti alle stelle , tanto che potresti trovarti a dover pagare anche 3 o 4 volte di più per le stesse bollette energetiche del 2019. Con questi costi, sono molte le attività a rischiare di dover chiudere.

Per questo sono in molti gli imprenditori come te che stanno cercando modi per ridurre questi costi. Ricorrere ad impianti fotovoltaici per aziende è senza dubbio una soluzione efficace che ti permette di abbattere i consumi della tua impresa. Abbattere i consumi per almeno 25 anni ma anche risparmiare sull’investimento grazie agli incentivi fotovoltaico 2023.

Perché continuare a spendere cifre esorbitanti per le bollette quando con un impianto a pannelli solari potresti essere in grado di produrre il 60% del fabbisogno energetico della tua impresa?

Se sei titolare di un’azienda e stai cercando informazioni concrete sui pannelli fotovoltaici e sugli incentivi di cui puoi usufruire il prossimo anno , quanto segue ti interesserà sicuramente.

Attenzione! Leggi l’ultimo aggiornamento sugli incentivi fotovoltaico aziende 2024 cliccando qui!

Tutti gli incentivi fotovoltaico aziende 2023 che sono validi in questo momento.

Vediamo ora di fare chiarezza sugli incentivi per l’installazione di un impianto fotovoltaico per le aziende italiane che è possibile ottenere in questo momento e quelle che potrebbero essere in vigore nel prossimo anno.

1. Nuova Sabatini

Il provvedimento denominato “Nuova Sabatini” ( di cui parliamo qui ), serve per garantire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese. Una volta ottenuto questo credito però deve essere utilizzato per scopi ben precisi. Fra questi rientrano: l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

Ci preme subito specificare che al momento non è prevista una proroga di questo incentivo fotovoltaico aziende 2023. Anzi al momento non c’è nessuna dichiarazioni di intenti del governo che lascia intendere che questa agevolazione fotovoltaico aziende rimanga in vigore anche nel 2023 . Tuttavia puoi ancora usufruire di questa possibilità fino a fine anno. Perciò ne parliamo brevemente qui di seguito.

La legge di Bilancio 2022 ha prorogato la scadenza di questa agevolazione al 31 dicembre 2022. La stessa Legge ha però stabilito che:

  • Il finanziamento per le PMI sarà sempre ripartito in sei quote
  • la possibilità di versamento dell’intera somma dei prestiti è estesa a qualsiasi cifra compresa tra i 20 mila e i 4 milioni di euro
  • Il finanziamento dovrà comunque avere una durata non superiore a 5 anni:
  • possono beneficiare di questa agevolazione tutti i settori produttivi tranne le attività finanziarie e assicurative o le attività connesse all’esportazione.

2. Decreto FER 1

Anche l’incentivo introdotto dal Decreto FER 1 non è previsto per il prossimo anno. Ma stai tranquillo, è attualmente in fase di studio una nuova agevolazione che si basa proprio su questa. Ecco perché lo abbiamo inserito comunque questa agevolazione fra gli incentivi fotovoltaico imprese 2023.

Ma come funziona al momento questo incentivo?

Il Decreto FER 1 è un’agevolazione fiscale fotovoltaico per le aziende che intendono installare impianti fotovoltaici tra i 20 kW ed 1MW. Per poter beneficiare di questa agevolazione in questo momento è necessario che tu iscriva la tua impresa in un apposito registro . Una volta effettuata questa iscrizione potrai iniziare a guadagnare grazie all’energia non consumata dalla tua impresa e che quindi immetterai in rete. Tale quantità sarà calcolata e remunerata in base a criteri specifici.

Questa agevolazione è rivolta in particolare a tutte quelle imprese he vogliono sostituire le coperture dei propri edifici in amianto o in eternit con pannelli fotovoltaici, così da produrre energia pulita.

3. Incentivi fotovoltaico aziende 2023: Credito d’imposta al 6%

Questo incentivo fotovoltaico aziende 2023 è in realtà in vigore da diverso tempo anche se viene puntualmente modificato quando si avvicina alla sua scadenza.

In particolare, la Legge Bilancio del 2022 ha ridotto il precedente credito d’imposta al 10% al 6% (per approfondire clicca qui ) . Il massimale di spesa per cui puoi ottenere questo credito d’imposta è però rimasto invariato ed ammonta a 2 milioni di euro .

Il credito d’imposta così ottenuto sarà valido fino al 30/06/2022 a patto che al 31/12/2022 tu abbia versato un acconto di almeno il 20% della spesa totale da sostenere.

Potranno usufruire di questa opzione tutte le aziende con modalità diverse a seconda del fatturato della stessa azienda:

  • le aziende con un fatturato annuo superiore ai 5 milioni di euro , invece, riceveranno una compensazione ripartita in 3 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno di entrata in funzione dell’impianto fotovoltaico.
  • aziende con un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro hanno diritto a un’unica quota annuale di compensazione;

Fine dello scambio sul posto e gli incentivi fotovoltaico aziende 2023 per le comunità energetiche

Tra le agevolazioni per impianti fotovoltaici vi rientra, anche il cosiddetto Scambio sul Posto . Questo ulteriore incentivo, fruibile sia dalle aziende, che dai privati è valido a livello nazionale fino alla fine del 2022. Questo strumento prevede una remunerazione per l’energia non autoconsumata ed immessa nella rete nazionale. L ’erogazione del contributo è effettuata dal GSE in conto scambio sia su base semestrale, in caso di acconto, sia su base annuale, in caso di conguaglio.

Tuttavia questa agevolazione non sarà valida nel 2023 quindi il prossimo non sarà più possibile farne richiesta. Rimarrà in vigore solo per gli impianti che già ne usufruiscono che potranno continuare a goderne fino a dicembre 2024.

La buona notizia è però che lo scambio sul posto lascerà il posto a nuovi incentivi fotovoltaico aziende 2023: quelli per le comunità energetiche ( di cui parliamo qui ). Tali agevolazioni, cumulabili in ogni caso con quelle per l’installazione degli impianti fotovoltaici, prevedono delle tariffe agevolate per il consumo di energia (12 c€ / kWh). Tali tariffe, se unite all’energia autoprodotta dall’impianto aziendale, generano ulteriori risparmi.

Inoltre, l’ energia non autoconsumata dalla comunità viene reimmessa in rete e viene pagata al produttore a un prezzo unitario fisso. Tale prezzo è lo stesso che viene riconosciuto dal RID (il Ritiro Dedicato equivale storicamente a circa 5 c€ / kWh) .

In sostanza è possibile ottenere un guadagno di circa 17 c€ / kWh sull’energia prodotta e consumata all’interno della comunità. Molto più di quanto si poteva ottenere con lo Scambio sul Posto.

E ora che sei a conoscenza di tutte le agevolazioni fotovoltaico aziende 2023 contattaci compilando il modulo che trovi qui sotto ed aspetta la chiamata del nostro operatore! Ti illustreremo l’impianto fotovoltaico più adatto alla tua azienda.

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Fotovoltaico in condominio: la guida completa e aggiornata al 2023

Luglio 9, 2023

Nell’ultimo anno sempre più famiglie stanno pensando di passare all’energia pulita e di installare un sistema fotovoltaico nel loro appartamento in città. Se anche tu fai parte di questo gruppo di persone è molto probabile che ti stia chiedendo se convenga oppure no “unire le forze” insieme al tuo vicinato, installando un sistema fotovoltaico in condominio.

Non c’è dubbio che un investimento nel fotovoltaico abbia numerosi vantaggi, ma quando conviene e quando si può installare in condominio? In questo articolo risponderemo a questa e a ad altre domande e cercheremo di guidarti nel modo più completo possibile sul tema del fotovoltaico in condominio. Se questa guida poi non dovesse essere sufficientemente esaustiva, puoi contare su noi di PNP Company . Saremo lieti di fissare un incontro conoscitivo, offrirti una consulenza e provare a dirimere tutti i tuoi dubbi sul fotovoltaico in condominio e sul mondo del fotovoltaico in generale.

Prima di entrare nel vivo del contenuto, ecco una lista di argomenti che toccheremo in questo articolo:

Fotovoltaico in condominio: come funziona?

fotovoltaico in condominio

Sebbene spesso il fotovoltaico sia spesso associato alle ville o alle abitaziono monofamiliari, già da qualche anno sono molti i condomini che hanno scelto di installarne un impianto sul proprio stabile. I motivi di questo boom sono principalmente due. Il primo è senza dubbio la legge 11 dicembre 2012, n 220 nota anche come Riforma Condominio , che ha reso più agevole l’installazione del fotovoltaico in questo tipo di edificio. Il secondo motivo è che il fotovoltaico in condominio può dare vantaggi interessanti sia al singolo, sia alla comunità. Basti pensare che l’autoconsumo arriva quasi al 100%, cosa che sta rendendo molti condomini di fatto completamente autonomi dalla rete nazionale.

Ma per capire davvero come funziona il fotovoltaico in condominio dobbiamo parlarti delle due opzioni percorribili, ovvero fotovoltaico centralizzato e fotovoltaico autonomo .

Differenza tra fotovoltaico centralizzato e fotovoltaico autonomo.

Le due opzioni per chi intende installare il fotovoltaico in condominio, come stabilisce la Riforma Condominio, sono dunque l’impianto centralizzato o l’impianto autonomo. La prima opzione non esclude l’altra sebbene, per motivi di spazio, non sempre l’installazione di entrambe le tipologie di impianto sia possibile. Ma vediamo di cosa si tratta nello specifico.

Fotovoltaico centralizzato in condominio

Con il fotovoltaico centralizzato in condominio si possono alimentare i dispositivi elettrici a disposizione di tutti , presenti nelle aree comuni dello stabile : ascensore, citofoni, cancelli automatici, luce degli spazi comuni.

Cosa fare per installarlo?

Per installare un impianto fotovoltaico centralizzato in condominio è necessario chiedere l’ approvazione all’assemblea condominiale . Sono necessari i voti favorevoli della metà degli intervenuti all’assemblea (la metà del valore millesimale dello stabile). I costi dell’installazione saranno interamente sostenuti dai condomini favorevili. I condomini non favorevoli saranno ovviamente esenti dalla spesa, ma non potranno usufruire degli sgravi fiscali e dei benefici economici che il fotovoltaico porterà. Ad esempio, se il condominio produce energia in eccesso durante il giorno si può investire in un impianto fotovoltaico con accumulo, che permetta di usare l’energia prodotta dal fotovoltaico anche durante le ore notturne senza prelevarle dalla rete. In presenza di un contratto di scambio sul posto ,o di ritiro dedicato, l’energia in eccesso si può poi “vendere” alla rete. Ricorda che se l’energia che produce un impianto fotovoltaico (con o senza accumulo) è maggiore di quella che preleva dalla rete, si può richiedere la liquidazione delle eccedenze.

Fotovoltaico autonomo in condominio

Chiunque abiti in condominio e voglia installare il fotovoltaico a suo uso privato dovrà dunque installare un impianto fotovoltaico autonomo che alimenti solo i dispositivi della sua propria abitazione .

Nell’installare un impianto fotovoltaico autonomo ad uso privato, si profilano due scenari. Se l’installazione dell’impianto non avviene su aree comuni , allora non occorre nessuna autorizzazione dell’assemblea condominiale . Se invece l’installazione dell’impianto deve avvenire in aree condominiali, è necessario sottoporre la questione all’amministratore che convocherà un’assemblea condominiale. I condomini tuttavia possono esprimersi solo sulle modalità, ma non possono negare in alcun modo il consenso all’installazione.

Infatti, con la sentenza del 17 gennaio 2023 il codice civile staibilisce che un condomino può installare un impianto fotovoltaico autonomo , dunque solo al servizio della propria abitazione, anche su aree comuni, purché non ci siano rischi per il decoro e/o per la stabilità dell’edificio.

Come dividere il tetto condominiale per il fotovoltaico?

Per garantire a tutti i condomini lo stesso diritto di installare un sistema fotovoltaico autonomo ad uso privato, è fondamentale che l’utilizzo dello spazio sul tetto condominiale opportunamente regolamentato.

Tuttavia, almeno ad oggi, il codice civile non chiarisce specifici criteri matematici per la ripartizione del tetto condominiale, esprimendosi genericamente sulla questione. Sintetizzando, ciascun condomino che usi lo spazio comune, deve garantire l’utilizzo di uno spazio pari e con pari caratterisitche a tutti gli altri condomini .

Fotovoltaico per condominio: quanti kW ?

Una delle domande più frequenti quando si parla di fotovoltaico in condominio riguarda la potenza dell’impianto. In altre parole, quanti kW deve produrre un impianto fotovoltaico per sostenere i consumi di un condominio? In media, un condominio tipo, composto da 8 piani e 16 famiglie, ha necessità di un impianto dai 10kWp ai 20kWp , in grado di produrre fino a 25000 kWh all’anno.

Quanto costa il fotovoltaico in condominio?

Ci sono davvero tante variabili che influiscono nei costi di un impianto fotovoltaico condominiale: il numero di appartamenti e famiglie che influisce sui consumi medi, lo spazio a disposizione per l’installazione e, ovviamente, la posizione geografica dello stabile.

In media, un impianto da circa 20kW, costa tra i 25.000€ e i 30.000€.

Tips: sapevi che il GSE mette a disposizione un portale dove puoi simulare l’ammontare dell’ investimentoi per l’installazione di un impianto fotovoltaico, sia per uso privato che per uso condomiale? Il simulatore del GSE tiene conto di una serie di variabili e considera anche gli sgravi fiscali di cui puoi godere per ammortizzare la spesa.

Questa simulazione per quanto affidabile, non è precisa. Se vuoi farti un’idea concreta di quanto costi un impianto per il tuo condominio considerando consumi reali, spazio a disposizione e tutte le agevolazioni fiscali di cui puoi usufruire, non ti resta che chiedere un preventivo ai consulenti PNP Company.

Chiedi un preventivo

Fotovoltaico condominiale: perché installarlo?

Dunque, conviene installare un impianto fotovoltaico condominiale? Sicuramente si. Passare al fotovoltaico in condominio è una scelta intelligente oltre che conveniente da un punto di vista economico .

Se abiti in condominio ti consigliamo di prendere bene in esame la differenza tra un impianto centralizzato ed uno privato , qualora ti interessasse passare all’energia solare anche per la tua abitazione privata. Ovviamente una strada non esclude l’altra, ma come abbiamo visto insieme quache paragrafo più su, gli iter burocratici sono diversi!

In conclusione, ecco alcuni vantaggi di installare un impianto fotovoltaico in condominio :

  • autonomia energetica dalla rete (quasi 100%)
  • risparmi in bolletta
  • spesa comune
  • sgravi fiscali
  • possibilità di creare gruppi di autoconsumatori con ulteriori vantaggi in bolletta

Fotovoltaico in condominio: gruppi di autoconsumo collettivo

Appofondiamo uno degli ultimi punti che abbiamo annoverato tra i vantaggi di installare un impianto fotovoltaico in condominio, ovvero la possibilità di creare gruppi di autoconsumo collettivo.

Condizione necessaria per creare un gruppo di autoconsumatori è quella di risiedere nello stesso edificio.

L’energia prodotta in condivisione dal gruppo di autoconsumatori viene premiata per 20 anni dal GSE. Per saperne di più ti lasciamo un video.

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What is a business plan template?

A business plan template is a framework that helps you solidify your ideas in an organized format. Our free business plan template walks you through how to create a new business from scratch, or re-imagine your existing business in a new market.

What components are included in a business plan template?

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Product and services: A high-level overview of what your company provides, including core products or services. This may also include how your product is developed, any potential screenshots or prototypes of your product, and pricing plans.

Marketing plan: How you plan to bring your product into market at a high level. You can add information like a SWOT analysis , target market research, and brand positioning in this section.

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Using Asana’s free business plan template is simple. Start by creating a new project with our free template. From there, add relevant information for your specific business plan in the sections provided in our template. If there’s more information you want to include in your business plan, you’re free to add sections, custom fields, or additional tasks to make this template fit your needs.

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How do I create a business plan template?

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What components should I include in a business plan template?

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How long should my business plan be?

Short answer—as long as you need it to be. The long answer is that your business plan should have the answers to specific questions on how your business is run, from the perspective of an investor. The goal of a business plan is to highlight your business strategy for the next three to five years. This means any important operational, financial, and strategic information should be included. 

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business plan fotovoltaico 2023

Chancellor delivers lower taxes, more investment and better public services in ‘Budget for Long Term Growth’

  • ‘Budget for Long Term Growth’ sticks to the plan by delivering lower taxes, better public services and more investment, while increasing size of economy by 0.2% in 2028-29 and meeting fiscal rules – taking the long-term decisions needed to build a brighter future.

business plan fotovoltaico 2023

  • Economy turning a corner, with inflation expected to fall to target next quarter, wages consistently rising faster than prices and better growth than European neighbours.
  • Chancellor capitalises on progress with ‘Budget for Long Term Growth’, sticking to the plan by putting over £900 a year back into the average worker’s pocket thanks to changes at Autumn Statement and a second Employee National Insurance tax cut from 10% to 8% in April for 27 million working people.
  • 2 million self-employed also get a second tax cut through a further 2p reduction in the NICs main rate from 8% to 6% - saving the average self-employed worker £650 when combined with cuts at Autumn Statement.
  • Personal tax cuts since Autumn are worth £20 billion, slashes the effective personal tax rate for an average earner to its lowest level since 1975, and will lead to equivalent of 200,000 more full time workers joining the labour market.
  • High Income Child Benefit Charge to be assessed on a household-basis by April 2026, and immediate support for working families by increasing the threshold to £60,000 and halving the rate at which Child Benefit is repaid – representing a £1,260 boost on average for around half a million working families.
  • The NHS in England will receive a £2.5 billion day-to-day funding boost for 2024/25 and £3.4 billion in capital investment over the forecast period to help unlock £35 billion in productivity savings over the next Parliament by harnessing new technology like AI and cutting admin workloads - part of landmark Public Sector Productivity Plan to deliver better public services.
  • The average car driver will save £50 this year as the 5p cut and freeze to fuel duty is maintained until March 2025, while pubs, breweries and distilleries will benefit from a further freeze to alcohol duty until February 2025 – which will also save consumers money on their favourite tipple.
  • New tax reliefs and investments will help establish the UK as a world leader in high-growth industries such as the creative sector, advanced manufacturing and life sciences, while 28,000 SMEs will be taken out of VAT registration altogether – encouraging them to invest and grow.

More tax cuts for working people, more investment and a plan for better public services headlined Chancellor Jeremy Hunt’s ‘Budget for Long Term Growth’ today, Wednesday 6 March. 

With the independent Office for Budget Responsibility ( OBR ) confirming inflation is set to fall to target a year earlier than previously expected, wages rising consistently and the economy outperforming European neighbours, the Chancellor said he would stick to the plan to improve living standards by rewarding work and growing the economy. 

Building on the 2 percentage point cut to Employee National Insurance at Autumn Statement, Mr Hunt announced a second 2p cut from 10% to 8% from April. Taken together with the cut to Employee National Insurance at Autumn Statement, this slashes the main rate of Employee NICs by a third and means the average worker earning £35,400 a year will be over £900 better off this year. 

The Chancellor also went further with tax cuts for the self-employed, having reduced Class 4 NICs from 9% to 8% and abolished the requirement to pay Class 2 NICs at Autumn Statement. Today he announced a further 2p cut to Class 4 NICs for the self-employed to 6%, meaning the average worker earning £28,000 will be £650 better off compared with last year. 

Combined with changes at Autumn Statement, today’s announcements deliver personal tax cuts worth £20 billion and reduce the effective personal tax rate for a median earner to its lowest level since 1975. The OBR says these reductions will lead to the equivalent of around 200,000 extra full-time workers by 2028/29, as people increase their working hours and move into work. This boost is why the Chancellor has prioritised NICs cuts in his ‘Budget for Long Term Growth’ and why he will continue to do so when fiscally responsible. He set out that his long-term ambition is to end the unfairness of double taxation of work. 

Mr Hunt also announced that the High Income Child Benefit Charge will be assessed on a household basis by April 2026, with a consultation to come on achieving this.  

To ensure working families benefit from increasing their earnings before this change is made, the threshold to start paying back Child Benefit will increase in April from £50,000 to £60,000 – a 20% increase which will take 170,000 families out of paying the charge this year – while Child Benefit will no longer need to be repaid in full until earnings exceed £80,000. This represents a £1,260 boost on average for around half a million working families, rising to nearly £5,000 for some families when combined with tax cuts since Autumn Statement. This will put an end to the current unfairness, where two parents earning £49,000 a year receive the full Child Benefit while a household with a single earner on over £50,000 does not. The OBR says the immediate changes to the HICBC will lead to an increase in hours worked equivalent to around 10,000 more people entering the workforce on a full-time basis. 

The Chancellor also announced a landmark Public Sector Productivity Plan which marks the first step towards returning public sector productivity back to pre-pandemic levels and will ensure taxpayers’ money is spent as efficiently as possible. OBR analysis suggests that raising public sector productivity by just 5% would deliver up to £20 billion of benefits a year.  

Backed by £4.2 billion in funding, the plan will allow public services to invest in new technologies like AI, replace outdated IT systems, free up frontline workers from time-consuming admin tasks and take action to reduce costs down the line. The NHS will receive £3.4 billion as part of this over the forecast period - doubling investment in digital transformation, significantly reducing the 13 million hours lost by doctors every year because of old IT and delivering test results faster for 130,000 patients a year thanks to AI-fitted MRI scanners that help doctors read results more quickly and accurately. This investment, which comes alongside an extra £2.5 billion cash injection for 2024/25 to support the NHS improve performance and reduce waiting times, means the NHS can commit to delivering £35 billion in productivity savings over the next Parliament, while the £800 million to boost productivity across other public services will deliver an extra £1.8 billion in productivity benefits by 2029. 

New tax breaks and investments will help to establish the UK as a world-leader in high-growth industries. The UK’s creative industries will be backed by over £1 billion, including higher tax reliefs to lower the cost of producing visual effects in high-end TV and film, a 40% relief on gross business rates until 2034 will be introduced for eligible film studios, and a new tax credit for independent British films with a budget of less than £15 million. Orchestras, museums, galleries and theatres will also benefit from a permanent 45% tax relief for touring productions and 40% relief for non-touring productions, while £26 million will fund maintenance and repairs at the National Theatre.   

A £360 million package will support innovative R&D and manufacturing projects across the life sciences, automotive and aerospace sectors – with a further £45 million funding to accelerate medical research into common diseases like cancer, dementia and epilepsy – while the Green Industries Growth Accelerator will be allocated an extra £120 million to build supply chains for offshore wind and carbon capture and storage.  

Opportunity will be spread across the country with hundreds of millions in funding to extend the Long Term Plans for Towns to 20 new places and a swathe of cultural projects, while local leaders will also be empowered to improve their communities through more devolved powers and a new North-East trailblazer devolution deal which comes with a funding package potentially worth over £100 million to support the region’s growth ambitions. 

The Chancellor also took steps to make the tax system simpler and fairer. The ‘non-dom’ tax regime will be abolished and replaced with a fairer system from April 2025 where new arrivals to the UK pay the same tax as everyone else after four years – raising £2.7 billion a year by 2028/29. As the oil and gas sector’s windfall profits from higher prices are expected to last longer, the sunset clause on the Energy Profits Levy will be extended by a year to March 2029, raising £1.5 billion while encouraging investment in the UK’s energy security by promising to legislate for its abolition should market prices fall to their historic norm sooner than expected. 

Accompanying forecasts by the OBR confirm that the combined impact of decisions taken at Spring Budget and the preceding two fiscal events will increase the size of the economy by 0.7% and increase total hours worked by the equivalent of 300,000 full-time workers by 2028-29  - with the combined impact of government policy since Autumn Statement 2022 reducing the tax burden in the final year of the forecast by 0.6%. Today’s announcements will reduce inflation in 2024/25, bring the equivalent of over 100,000 people into the workforce by 2028-29 and permanently grow the economy by 0.2% - with borrowing falling in every year of the forecast. 

Lower taxes 

With the economy turning a corner and debt on track to fall as a share of GDP, the Chancellor delivered further tax cuts for working people – rewarding work, boosting growth and helping families with the cost of living. 

  • Following a 2 percentage point cut in the Autumn Statement, the main rate of Employee National Insurance will be cut again by a further 2 percentage points from 10% to 8% in April – a one third reduction in the main rate of National Insurance which means the average worker on £35,400 will receive a tax cut of over £900 compared to last year.
  • Following a 1 percentage point cut in the Autumn Statement, the main rate of Class 4 NICs for the self-employed will be cut by a further 2 percentage points from 8% to 6% from April - saving the average self-employed person on £28,000 over £650 compared to last year when combined with scrapping the requirement to pay Class 2 NICs announced at Autumn Statement.
  • Personal tax cuts worth £20 billion delivered since Autumn, which reduces the effective personal tax rate for a median earner to its lowest level since 1975.
  • High Income Child Benefit Charge (HICBC) will be administered on a household rather than an individual basis by April 2026, with a consultation in due course, while around half a million working families will benefit from an increase in the threshold from £50,000 to £60,000 and raising the level at which Child Benefit is fully repaid to £80,000 – worth £1260 per family on average.
  • OBR says combined changes to NICs will lead to the equivalent of around 200,000 new full-time workers joining the labour market by 2028-29 as people increase working hours and move into work, while confirmed changes to the HICBC will bring in the equivalent of an additional 10,000 full-time workers.
  • The main rates of fuel duty will be frozen again until March 2025 with the temporary 5p cut also extended, saving car drivers around £50 this year and £250 since the 5p cut was introduced – a £5 billion tax cut.
  • The six-month alcohol duty freeze announced at Autumn Statement will be extended until 1 February 2025, saving consumers 2p on a pint of beer, 1p on a pint of cider, 10p on a bottle of wine and 33p on a bottle of spirit compared to if the planned rise had gone ahead. This will benefit 38,000 pubs across the UK, while reducing inflation this year.
  • The higher rate of Capital Gains Tax ( CGT ) on property will be cut from 28% to 24% from April 2024 – firing up the residential property market and supporting thousands of jobs that rely on it.
  • Building on the single biggest investment in childcare in English history, nurseries and preschools will be protected from rising costs through a guarantee that future funding will rise with a combination of inflation, earnings and the National Living Wage – certainty the sector needs to expand and deliver the rollout, which will save some parents using the full 30 hours up to £6,500 a year.
  • The most vulnerable families will receive targeted support through a £500 million extension to the Household Support Fund for an extra 6 months to September 2024, helping local authorities to support people with the cost of essentials, as well as abolishing the £90 fee for Debt Relief Orders so households struggling with problem debts can get the help they need, and extending the maximum period for Universal Credit budgeting advances from 12 to 24 months.

Better public services 

While growth is key to delivering high-quality public services, the Chancellor backed the NHS with more funding and outlined the first steps towards getting public sector productivity back to pre-pandemic levels. 

  • Day-to-day public spending will increase by 1% higher than inflation on average over the next parliament, as Chancellor confirms spending levels will not be cut.
  • The Public Sector Productivity Plan announced today with a £4.2 billion investment will improve public service delivery and get better value for taxpayers’ money through better tech, freeing frontline workers from time-consuming admin and making earlier interventions to reduce costs later down the line.
  • The NHS will receive an additional £3.4 billion as part of this to invest in new tech and digital transformation, including making the NHS app a single front door for patients, piloting new AI to halve form-filling times for doctors, rolling out universal electronic patient records, and over one hundred upgraded AI-fitted scanners so doctors can read MRI scans more accurately and quickly. This improves patient care and helps unlock £35 billion in productivity savings by 2030.
  • This means the NHS can commit to raising productivity in the NHS to 2% on average by 2028-29, at the upper end of the 1.5-2% ambition in the Long Term Workforce Plan – delivering a health service fit for the future. The NHS also gets a £2.5 billion funding boost for 2024/25.
  • £800 million will be invested to boost productivity across other public services, including £230 million for drones and new technology like facial recognition which will free up police officers’ time for more frontline work and £75 million to roll out the highly successful Violence Reduction Unit model across England and Wales.
  • This investment in non-NHS public services will help deliver up to £1.8 billion of benefits by 2029, with further measures including digitising jury bundles to free up 55,000 working hours spent on admin, creating 200 new children’s social care place to tackle overspends, and expanding the use of AI across government to make it easier to spot and catch those who try to defraud the public purse.
  • Defence spending is expected to hit 2.3% of GDP next year after £11 billion investment announced at Spring Budget 2023.

More investment 

Building on recent investments in the UK by Google, Nissan and Microsoft, Mr Hunt announced exciting new investments in key growth sectors and set out plans to support businesses of all sizes to grow. 

  • Significant package of support to establish the UK as a world leader in fast-growing industries over the next five years, including over £1 billion in new tax reliefs for creative industries, £270 million in automotive and aerospace R&D projects focusing, and a £120 million top up for the Green Industries Growth Accelerator to help build supply chains for offshore wind and carbon capture and storage.
  • £45 million will fund medical research to develop new medicines for diseases like cancer, dementia and epilepsy, and the UK’s ability to manufacture them will be boosted by plans for a £650 million AstraZeneca investment to build a new vaccine manufacturing hub in Liverpool and expand their footprint in Cambridge - thanks to government support for the life sciences sector.
  • Opportunity will be spread across the country with hundreds of millions in funding to extend the Long Term Plans for Towns to 20 new places, over £240 million to build nearly 8,000 homes in Barking Riverside and Canary Wharf alongside a new life sciences hub, and a new £160 million deal to acquire two site to develop nuclear for our energy security.
  • Local leaders will be empowered, with a new North-East trailblazer devolution deal which comes with a funding package potentially worth over £100 million in support for the region, and powers devolved to Buckinghamshire, Warwickshire and Surrey.
  • Draft legislation will be published within weeks to extend full expensing – a £10 billion tax cut for business every year to help them invest for less – to leased assets when affordable to do so, strengthening one of the most attractive capital allowance regimes of any major country.
  • SMEs will be supported to invest and grow through a £200 million extension of the Growth Guarantee Fund, helping 11,000 small businesses to access the finance they need, and an increase in the VAT registration threshold from £85,000 to £90,000 which will take around 28,000 small businesses out of paying VAT altogether.
  • Pensions and savings reforms, including the introduction of a new UK ISA allowing an additional £5,000 annual investment in UK equities tax-free and new British Savings Bonds offering savers a guaranteed rate for 3 years, will deliver better returns for savers.

Sustainable public finances 

The ‘Budget for Long Term Growth’ delivers lower taxes, better public services and more investment in a responsible way, the OBR confirming the Chancellor’s fiscal rules are on track to be met. 

  • Underlying debt will fall as a share of the economy to 92.9% in 2028/29 - meeting the debt rule with £8.9 billion headroom. Headline debt will fall as a percentage of GDP every year from 2024/25.
  • Public sector borrowing falls in every year of the forecast. The deficit will be 2.7% of GDP in 2025-26 – meeting the second fiscal rule to get borrowing below 3% of GDP three years early - and by 2028-29 it falls to 1.2% of GDP, which is the lowest level since 2001-02.
  • Measures to tackle the tax gap will bring in an additional £4.5 billion a year by 2028/29, saving nearly £10 billion for the public purse when combined with policies announced at Autumn Statement.
  • The ‘non-dom’ regime will be replaced by a simpler system where arrivals have access to a more generous scheme for their first four years of tax residency before paying tax in the same way as everyone else, raising £2.7 billion a year by 2028/29 without deterring investment.
  • The Energy Profits Levy sunset clause will be extended from March 2028 to March 2029 to raise £1.5 billion a year, but legislation in the Finance Bill will abolish the Levy if market prices fall to their historic norm sooner than expected – maintaining investment in our energy security.
  • A duty on vapes will be introduced from October 2026 to protect young people and children from the harm of vaping, alongside a one-off increase in tobacco duty to recognise the role vapes play in helping people to quit smoking. This will raise a combined £1.3 billion by 2028/29.
  • Multiple Dwellings Relief will be abolished from June after showing no evidence of promoting investment in the private rented sector - raising £385 million a year – and the Furnished Holiday Lettings tax regime will be abolished from April 2025, raising £245 million a year while making it easier for local people to find a home in their community.

Further information 

  • The Chancellor’s speech can be found later this afternoon here .
  • Other documents published alongside the Spring Budget today can be found here .

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Applebee's and IHOP are launching co-branded locations with both chains under one roof

Restaurant Chains Applebee's And IHOP To Close Over 100 Stores

Two of America’s iconic chain eateries are set to combine forces — literally.

The parent company of IHOP and Applebee’s has announced it has begun opening dual-branded locations, combining back-of-the house cooking areas and blending front-of-the-house dining areas, though with discrete entrances.

On parent Dine Brands Global’s most recent earnings call, CEO John Peyton said the company had already rolled out eight prototypes of the concept at select international locations, the most recent one opening in León, Mexico, about four hours northwest of Mexico City.

The idea is to reduce costs while maximizing revenues by attracting customers dining at different parts of the day to the same location, Peyton said.

“At breakfast, when there are more IHOP customers, customers can be seated in the Applebee’s area and vice versa at dinner,” Peyton told Nation's Restaurant News in a follow-up interview.

Peyton said the plan would be to “eventually” bring the concept of the U.S., without specifying a timetable.

Dine Brands, which also owns Fuzzy’s Taco Shop, has faced challenges in recent years amid changing tastes and rising cost pressures. It has closed hundreds of Applebee's locations since 2017, including 46 in 2023. Peyton also noted on the earnings call that customers continued to pull back on their spending last year.

Still, Dine Brands plans to open 25 new restaurants with Applebee’s largest operator, Flynn Restaurant Group. These will feature a more modern, streamlined restaurant that will include features like robotic beer dispensers.

As for IHOP, Peyton sees the brand as a market leader with a track record of growth, noting that 46 new U.S. locations opened last year.

business plan fotovoltaico 2023

Rob Wile is a breaking business news reporter for NBC News Digital.

Automation helps insulate Rohlik from a bruising 2023 for the grocery delivery sector

  • The grocery delivery sector has endured a torrid few years.
  • But Czech unicorn Rohlik has grown revenues against a backdrop of widespread consolidation.
  • Rohlik CEO Tomas Cupr told BI that breakthroughs in automation has helped improve its margins.

Investors couldn't get enough of grocery delivery startups during the pandemic.

Venture capitalists piled a record $5 billion into the industry in 2021, which was used to litter cities across Europe and the US with scooters racing to deliver goods to customers' doors at pace.

But since then, the once-fledgling industry has been hammered by rising interest rates and inflation, which brought the era of cheap capital to a close and dramatically curbed consumer spending.

Getir, one of the industry's supposed winners, had its valuation culled in a funding round in September. Meanwhile, other high-profile startups like Gorillas , Weezy, and Dija were acquired by bigger players.

All of this makes the performance of Czech startup Rohlik noteworthy.

The Prague-headquartered business has posted revenue of 700 million euros, around $759 million, for 2023. That represents a 25% year-on-year increase and a marked difference in its fortunes compared to much of the rest of the market.

Rohlik is on a pathway to profitability and has broken even in several key cities, CEO Tomas Cupr told Business Insider.

Limiting scale

Rohlik claims its focus on proving its model on a smaller scale and a radical approach to automation has seen it succeed where more rapid grocery and quick commerce players have struggled.

"The online grocery industry didn't have the best year in 2023, but we're still growing, which is super positive," Cupr told BI.

"We have a few differentiators and we've been doing this for a long time, so initially, we perfected the model in one location so we understood in 2018 that you can be profitable at the city level with limited scale."

Cupr said rapid delivery companies didn't "need to be a multi-billion dollar business to break even." He added that if a company can't break even in one city, they can't in multiple cities.

At least 19 grocery delivery startups were operating across Europe at the height of the market.

For many of them, the model was to raise capital and expand aggressively into new cities, hungry for customer volumes. Those companies have retreated, instead focusing on their core markets, having spent hefty sums on international growth .

"I think I was a fairly responsible leader in 2020-21; if you expanded to 20 cities, you were a hero, but my approach was a bit more cautious," Cupr said.

"We became profitable in Czechia and Hungary before expanding to Munich while everyone was going to London and Paris."

Cupr admitted that the company grew "faster than felt comfortable" and that it was burning money and expanding. "But we're still here, growing, and will soon make money. I didn't bet on the card that was free money."

Price over convenience

Rohlik has raised $613 million, while rapid delivery players like Turkey's Getir and Germany's Flink have raised $1.8 billion and $1.2 billion, respectively.

"The grocery delivery market remains a challenging area in Europe. Pandemic-induced growth in the segment resulted in large amounts of funding and bloated valuations for providers," Nalin Patel, lead EMEA private capital analyst at PitchBook, told BI.

"As a result, food delivery platforms that provide convenience rather than cost savings have had limited growth."

Part of Rohlik's success, according to Cupr, has been its diligence in only opening new markets after proving a model's viability elsewhere. In addition, the company has spent vast sums on R&D as part of a program of automation that utilises AI, robotics, and complex procurement and picking networks to pack a vast assortment of products faster than humans.

Rohlik's fulfillment centers are in close proximity to cities like Munich, Budapest, Prague, and Vienna, where orders are packed before being loaded onto small vans with 11 to 12 orders, depending on the route.

"Our automation has taken a massive leap over the past 18 months and was still a promise when we were raising in 2022," Cupr said. "We were always fully end-to-end integrated, tactically integrating our software into hardware technologies because to pack for delivery in an hour, you only have six minutes to pick goods, which requires huge parallel processing."

Rohlik's average basket is around $100, with users opting to do their weekly food shop using the service. Cupr acknowledges that the startup's customers are often affluent and busy people looking for a wide assortment of products alongside convenience.

"The starting point is that this is an industry that has been misunderstood; it's not fast delivery in Istanbul, London, or New York; this is grocery and retail," Jan Hammer, a partner at Index Ventures and a backer of Rohlik, told BI. "This is a multi-hundred billion dollar market; people eat every day, and technology drives this addressable market."

Rohlik last raised $231 million in Series D funding in 2022, and Cupr said the current funding environment was better as the company looks to grow further into the DACH region. "We're not necessarily in the market yet, but we're thinking about going as every month the company is in better shape," he added.

Watch: Companies replacing workers with robots are missing out on a huge opportunity — and it might doom them

business plan fotovoltaico 2023

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  2. Business plan fotovoltaico, cos'è e come si realizza

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  3. Business plan fotovoltaico: cosa è e come realizzarlo. Scoprilo qui!

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  1. Optimismo en el sector fotovoltaico

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    Puoi leggere questo articolo sul business plan fotovoltaico per farti un idea più precisa. Per questo motivo, abbiamo deciso di fare il punto della situazione sugli incentivi per gli impianti fotovoltaici per le aziende del 2023. Puoi richiedere una nostra consulenza o maggiori informazioni cliccando qui!

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    Il business plan fotovoltaico serve a definire il piano di ritorno economico derivante dall'installazione di un impianto fotovoltaico. Ogni progetto deve essere supportato da un'attenta analisi di fattibilità in grado di fornire una serie di dati di natura economica che consentiranno di definire la convenienza e la fattibilità del progetto stesso.

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    Il business plan fotovoltaico rappresenta uno strumento essenziale per valutare la convenienza e la fattibilità di un progetto di installazione di un impianto fotovoltaico sia esso industriale o domestico. Questo piano di ritorno economico dall'investimento fornisce una visione globale di tipo economico, identificando i costi relativi all ...

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    Energiainrete Spa

  21. Fotovoltaico in condominio: la guida completa e aggiornata al 2023

    I condomini tuttavia possono esprimersi solo sulle modalità, ma non possono negare in alcun modo il consenso all'installazione. Infatti, con la sentenza del 17 gennaio 2023 il codice civile staibilisce che un condomino può installare un impianto fotovoltaico autonomo, dunque solo al servizio della propria abitazione, anche su aree comuni ...

  22. Free Business Plan Template

    How to use our free business plan template. Using Asana's free business plan template is simple. Start by creating a new project with our free template. From there, add relevant information for your specific business plan in the sections provided in our template. If there's more information you want to include in your business plan, you ...

  23. Il revamping dell'impianto fotovoltaico: una seconda ...

    L'intervento di Pietro Felici, SMA Italia, durante il workshop di QualEnergia.it "Investire nel parco fotovoltaico italiano esistente".

  24. How Trump, suddenly strapped for cash, could raise more than half a

    Signature Bank, another past lender to Trump, also ceased doing business with him after the attack on the US Capitol. Trump turned to Axos Bank, a California lender, ...

  25. Chancellor delivers lower taxes, more investment and better public

    'Budget for Long Term Growth' sticks to the plan by delivering lower taxes, better public services and more investment, while increasing size of economy by 0.2% in 2028-29 and meeting fiscal ...

  26. Applebee's and IHOP are launching co-branded locations with both chains

    It has closed hundreds of Applebee's locations since 2017, including 46 in 2023. Peyton also noted on the earnings call that customers continued to pull back on their spending last year.

  27. Pharmacy Reporting (RxDC) Frequently Asked Questions (FAQs)

    The total premium paid by all employees through payroll contributions for the calendar year 2023; The total premium paid to Kaiser Permanente minus the employees' contributions for the year 2023; They should also have their EIN and IRS Form 5500 Plan numbers (for ERISA plans only) available.

  28. Rohlik: Grocery Delivery Unicorn Pushes Automation Plan for Profitability

    The Prague-headquartered business has posted revenue of 700 million euros, around $759 million, for 2023. That represents a 25% year-on-year increase and a marked difference in its fortunes ...

  29. Target Corporation Reports Fourth Quarter and Full-Year 2023 Earnings

    Fourth quarter 2023 effective income tax rate was 22.6 percent, compared with 16.1 percent last year. The Company's full-year 2023 effective income tax rate was 21.9 percent compared with 18.7 percent in 2022. The increases in both fourth quarter and full-year tax rates reflect higher pretax earnings and lower discrete benefits in fiscal year 2023.

  30. Report 2023 contributions to outside retirement plans by April 1

    If you contribute to a non-Vanderbilt University retirement plan through an outside business in which you are at least a 50 percent owner, you need to report your 2023 contributions to Human ...